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Al Trofeo di Primavera gli under del basket capitolino regalano spettacolo

Tempo di playoff e sfide da dentro o fuori? No, per le giovani leve della palla a spicchi questo è il momento di divertirsi sotto canestro, di mettere in mostra il proprio potenziale e di passare delle giornate all’insegna della sana rivalità sportiva, della passione per il basket e della socializzazione. A Roma, presso il Centro Sportivo Tellene di via Aldo Fabrizi, si sono dati appuntamento gli under della pallacanestro capitolina. Lo scorso 13 maggio, infatti, è andato in scena il Trofeo di Primavera, una manifestazione agonistica che ha visto sfidarsi in un triangolare dalle mille emozioni le formazioni dell’Associazione Sportiva SMIT Roma Centro, della ND Roma e del sodalizio sportivo Basket Roma Sud.

 

Nell’impianto sportivo polivalente della zona tra Spinaceto e Tor De Cenci i protagonisti hanno portato tutta la loro energia, i loro sorrisi e la voglia di divertirsi. I mesi delle restrizioni e dei continui stop and go per contrastare la diffusione del virus sembrano lontani, ma hanno lasciato il segno. Quasi due anni senza aver avuto la possibilità di vivere lo sport liberamente ed in maniera continuativa si sono fatti sentire, ma hanno amplificato sia l’amore per una disciplina sportiva spettacolare, sia il desiderio di ritornare a mettere quel pallone arancione all’interno di una retina.

Il pubblico e gli addetti ai lavori presenti in via Aldo Fabrizio hanno potuto ammirare buone trame di gioco, giocate di pregevolissima fattura, difese toste, penetrazioni vigorose, ottime capacità di tiro dalla corta, media e lunga distanza, stoppate energiche ed emulazioni di gesta tecniche tipiche delle grandi star della NBA.

 

Parlare di punteggi e risultati sportivi in una simile competizione ha poco senso. Hanno vinto loro, i giovani cestisti capitolini e i loro tecnici che con passione, abnegazione e sacrificio li seguono nel loro percorso sportivo e di crescita personale. Se questi atleti diventeranno delle donne e degli uomini di valore, il merito dovrà in quota parte essere attribuito ai coach-educatori che li hanno formati durante la loro giovinezza ed adolescenza e a giornate simili a quella che hanno vissuto lo scorso 13 maggio. Su un campo di basket non si fa solo canestro per mettere a referto dei punti, ma si comprendono valori l’inclusione, lo spirito di squadra, il sacrificio, la lealtà, il fair-play, il rispetto, la gioia, l’equilibrio e l’integrazione. In poche parole, si costruisce la nostra società.